QUANDO QUARANTA INVERNI...

  

Quando quaranta inverni avranno aggredito la tua fronte

e scavato fonde trincee nel campo della tua bellezza,

la superba veste della tua gioventù or tanto ammirata,

sarà considerata un cencio di nessun valore:

se allora ti venisse chiesto dove giace il tuo fascino

e dove si è perso l'amore dei tuoi ruggenti giorni,

ammettere che è in fondo ai tuoi occhi incavati

sarebbe penosa vergogna ed inutile vanto.

Qual maggior lode avrebbe l'uso della tua bellezza

se tu potessi rispondere: "Questa mia bella creatura

pareggia il mio conto e giustifica la mia vecchiaia"

dimostrando che è tua la sua bellezza ereditata!

Questo sarebbe rinnovarti quando sarai vecchio

e veder caldo il tuo sangue quando il tuo sarà freddo.

 

 

Guardati allo specchio e di' al volto che vedi

che è ormai tempo per quel viso di crearne un altro,

se non rinnovi ora la sua giovane freschezza

inganni il mondo e rinneghi la gioia d'ogni madre.

Vi è forse donna tanto pura il cui illibato grembo

disdegni il seme della tua virilità?

O forse uomo tanto folle da voler essere la tomba

del suo proprio amore per non aver progenie?

Tu sei lo specchio di tua madre e come lei in te

ricorda il leggiadro Aprile della sua primavera,

così dai vetri del tuo crepuscolo tu rivedrai

a dispetto delle rughe, questo tuo tempo d'oro.

Ma se invece vuoi vivere senza esser ricordato,

muori celibe e la tua immagine morirà con te.

                                                                 "William Shakespeare"

 

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